Le età di Obama
Nel grande romanzo di formazione di Barack Obama la fase adulta sta lentamente soppiantando quella di una spavalda gioventù, fatta di sogno e capelli spettinati. Le forze liberal speravano che il presidente capitalizzasse a sinistra il successo – di proporzioni per la verità non epocali – della riforma sanitaria, mettendo in cantiere provvedimenti decisivi in tema di diritti civili, trasparenza, politica estera e ambiente, ma le mosse presidenziali degli ultimi giorni raccontano una storia diversa

C’è anche un caso minore a riproporre il confronto con il predecessore. Giornalisti e associazioni chiedono alla Casa Bianca di rivelare i nomi dei “non perdonati” da Bush, cioè tutti quelli a cui è stata rifiutata la grazia presidenziale, ultimo atto di clemenza dell’Amministrazione. Gli ufficiali di Obama di rivelare quella lista non hanno nessuna voglia, per il semplice motivo che a fine mandato sarebbero costretti a fare lo stesso con la lista di chi non ha goduto della grazia obamiana. Nell’età adulta, mantenere un segreto non è soltanto l’alibi che perpetra il malcostume, ma anche uno strumento per tenere a freno il male, istituendo un compromesso in cui la trasparenza a tutti i costi rischia di essere un disvalore.
La parabola del presidente americano inizia a disegnare un ampio ritorno alla realtà. Chi si aspettava grandi manovre ambientali è rimasto male nel vedere l’apertura – moderata – del presidente alle trivellazioni petrolifere in mare aperto e chi voleva la chiusura del carcere di Guantanamo vede svanire gli improbabili processi civili. Il “Super Obama” titolato dall’Espresso è in realtà l’Obama adulto, che sa di dover tenere come massima la virtù della prudenza. Dell’Obama sognatore generazionale non è rimasto molto.